MONTEFIORE CONCA      
         
La vista della sua Rocca ruba lo sguardo, imponente manufatto malatestiano che svetta imprendibile sulla vallata del fiume Conca. Ma raggiunto il suo abitato di impronta medievale anch'esso affascina e invita a percorrerlo.
E intorno un verde con boschi integri e campagne dolcemente coltivate si offre con generosità, mentre fa da sfondo la riviera, e il mare disegna l'orizzonte.


Montefiore è una meta da non perdere in qualunque stagione dell'anno: nell'inverno che imbianca le cime che lo circondano mentre il Presepe vivente sfila tra le mura trecentesche; a primavera quando la campagna fiorita si svela e i riti pasquali portano indietro nel tempo; in estate quando le piazze e il cortile della Rocca risuonano di musica e voci e le feste si susseguono, tra arte e spettacoli; nell'autunno con i profumi e i sapori della terra copiosi in quantità e qualità, tra cui le castagne e l'olio extravergine d'oliva.

Il Castrum Montis Floris è citato per la prima volta in un documento del XII sec., una concessione fatta da Papa Alessandro III alla Chiesa di Rimini. Le fonti successive parlano di Mons Floris, cioè Monte del Fiore o Montefiore.

Le sue origini sono però molto più antiche, abbondano i reperti ritrovati qui risalenti all'età del ferro e quelli di epoca romana.

Il periodo storico che più ha lasciato traccia è quello medievale con la presenza della potente famiglia guelfa dei Malatesta che ha dominato il territorio riminese nel Trecento e Quattrocento come vicaria del papa.

Nel 1322 i Malatesta acquistarono dal comune di Rimini e dal papa tutti i diritti su Montefiore, che divenne un loro bene privato, esclusivo della famiglia. Anche a questo è dovuta la cura con cui hanno abbellito, oltre che rinforzato, il Castello, utilizzato come possente macchina militare e reggia per le vacanze della famiglia, fornita delle comodità di un palazzo cittadino, con soggiorni anche prolungati - un Malatesta, Galeotto Belfiore, vi nacque, nel 1377 - per le battute di caccia e per l'ospitalità riservata a personaggi illustri come papi e imperatori.

Questi furono i tempi dello sviluppo e il borgo si arricchì di palazzi, chiese e monasteri, di cui restano segni e vestigia. Con la caduta dei Malatesta fu il Borgia a governare, seguito dalla Repubblica di Venezia e dal Principe di Macedonia Costantino Comneno, che qui morì nel 1530. Poi fu la Chiesa a dominare come nel resto della Romagna.

Oggi gratifica il visitatore in toto. Accanto alla bellezza del paesaggio, dei monumenti, in primo luogo la Rocca, c'è la possibilità di vivere gli antichi percorsi da utilizzare a piedi, a cavallo o in bicicletta. Sentieri che dalla località Pedrosa conducono a Gemmano e alle Grotte di Onferno passando per il torrente Ventena e rigogliosi boschi.
 

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