Montegridolfo, l'incanto della storia.    
      
 

Il ricchissimo patrimonio di Montegridolfo è stato restaurato con cura e amore, tanto da trasformarlo in uno dei borghi più belli e uno dei centri turistici più rinomati dell'entroterra romagnolo. Tutto il paese è inserito in un paesaggio incantevole e difeso da alte mura. Si accede al paese dalla porta con la torre d'epoca medioevale, e subito si resta incantati dall'intricato labirinto di stradine medievali su cui si affacciano gli edifici principali e le case antiche. È bellissimo passeggiare per queste stradine durante le sere d'estate. Il cielo pulito permette di ammirare le stelle e godersi il silenzio, il fresco e un'atmosfera incantata. Uscendo da Montegridolfo e andando verso la valle, s'incontra il santuario della Beata Vergine delle Grazie, innalzato all'indomani dell'apparizione della Madonna nel 1548 e meta di pellegrinaggi dalla Romagna e dalle vicine Marche.

Nato per difesa dei Malatesta
Il borgo di Montegridolfo fu costruito dai nobili Malatesta come avamposto difensivo nei confronti del Ducato di Montefeltro. La costruzione a base rettangolare, con la torre che rinforza il muro di cinta, è stata contesa per molto tempo tra i Malatesta e il Ducato di Urbino, in continua lotta per il predominio della Romagna. Montegridolfo giurò eterna fedeltà ai Malatesta, e questo fu il motivo scatenante di molte incursioni militari nel borgo. La battaglia più clamorosa fu capitana da Ferrantino Novello, cugino dei Malatesta che si alleò con Montefeltro. La "guerra in famiglia" si concluse con la distruzione di Montegridolfo, ricostruito rapidamente. Già nel 1337, l'aspetto del borgo era molto simile a quello giunto ai giorni nostri, con mura fortificate e costruzioni rimesse a nuovo. Montegridolfo ha avuto un ruolo rilevante anche durante la Seconda Guerra Mondiale: il borgo faceva parte della Line Gotica, il tracciato difensivo dei tedeschi che tentarono di resistere agli attacchi degli Alleati.

Una passeggiata per il borgo antico
Il restauro di Montegridolfo lo ha trasformato in uno dei borghi più belli dell'intera Romagna.
La vegetazione che avvolge in un verde abbraccio le stradine del borgo, conferisce all'antico paese medioevale una dolcissima atmosfera fiabesca. L'ingresso al paese è segnalato dalla porta medioevale, con tanto di torre al suo fianco. Da qui in poi il budello di stradine che si inerpicano per la collina, trascina e incanta, specie durante le serate estive, quando anche la luna e le stelle scendo a dare il loro tocco romantico, ad un borgo che conserva un fascino naturale, rimasto incontaminato nonostante i secoli trascorsi.

 

MONTEGRIDOLFO

Delizioso e invitante il suo borgo, un cassero della cui esistenza si fa menzione già attorno al 1000, che si presenta nella sua integrità, interamente protetto dalle alte mura ad unico accesso, con torre che sovrasta la porta cinquecentesca.

Unica la sua struttura che non ha subito stravolgimenti urbanistici e un accurato restauro ha restituito agli abitanti e ai visitatori. Risultato un museo all'aperto, fin troppo lezioso nella riproposizione storico architettonica.

Sono le premesse queste che lo hanno reso un punto di riferimento per l'ospitalità nell'area collinare del riminese, all'insegna di un turismo elitario di alto livello e qualità. Qui infatti eccellenti strutture ricettive invitano a un soggiorno di quiete e di atmosfere rarefatte dove gioca un ruolo importante la proposta culturale, che non trascura la memoria, grazie all'esposizione museale, allieta l'ascolto attraverso le rassegne musicali e così lo sguardo, in ragione della presenza di opere d'arte di grande prestigio.

Essendo posizionata tra la valle del Conca e quella del Foglia, lo sguardo è rivolto anche alle Marche, ne ha sempre subito le conseguenze, entrando spesso nel vivo delle battaglie tra le due potenti Signorie dei Malatesta e dei Montefeltro.

Questi erano terreni di battaglia, perciò le sue genti erano avvezze a scorrerie, incursioni, assalti e nonostante i riminesi facessero di tutto per rinforzare barriere ed edificare strutture difensive, gli urbinati non deponevano mai le armi.

Si racconta di numerosi distruzioni e la più rovinosa fu quella del 1336, anche se tempestiva fu la ricostruzione, con mura più alte e l'aggiunta di quattro torrioni, da parte dei Malatesta che ne ebbero il dominio fino al '500.

Dopo tre secoli di dominazione riminese seguì le sorti dell'area circostante, passando nelle mani del duca Valentino Borgia, della Repubblica Veneta, dello Stato Pontificio.

   
     
     
     
     
     
     
     
     
    

 

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