parco "S. Bartolo"

     
         
  Chi è abituato ad immaginarsi la costa adriatica come bassa, sabbiosa e monotona, dovrà ricredersi. Cattolica è l'ultimo paese della costa Romagna, infatti il porto canale, divide la regione della Romagna con le Marche. Subito al di là dal Porto, c'è Gabicce, che è il primo paese sul mare della Regione Marche e dove ha inizio la costa a picco sul mare, la roccia, un paio di spiagge insinuate ed un porticciolo turistico sono quello che può offrire la prima parte di questo itinerario che parte da Cattolica e sconfina quasi immediatamente nelle Marche. Il percorso si sviluppa su una strada panoramica che scivola sul crinale della riserva naturale di Monte San Bartolo (211 metri s.l.m.), colorato di giallo dalle ginestre in fiore. Il mare resta sempre a vista e non mancano le possibilità di scendere lungo ripide strade alla ricerca di piccole baie.

 


L'immagine è quella di un mare atipico, spesso agitato, battuto dal vento, che accelera sfiorando il promontorio di Gabicce Monte e sbatte su una costa ripida di roccia sedimentaria, bordata da una sottile linea di ciottoli.
La strada, costeggiata da pini, giunchi, lecci, termina d'improvviso, così come è cominciata, con un pendio che piomba sul porto di Pesaro. Da qui si cambia paesaggio salendo a Gradara, uno dei castelli più affascinanti e meglio conservati d'Italia.


Due fotografie differenti per un unico percorso: il mare, i porticcioli, la sabbia ciottolosa e le scogliere da un lato, le colline di campi coltivati, i paesi, la cultura contadina e i borghi rurali dall'altro.


Due immagini che si sciolgono assieme senza creare bruschi contrasti ma dando un bel ritratto di quelle che sono storie, natura e tradizioni di un paesaggio tra Romagna e Marche, tra terra e mare.
Punto di partenza di questo itinerario è il Porto di Cattolica, posto sul confine con Gabicce Mare. Si seguono le indicazioni per quest'ultima, primo paese marchigiano della costa adriatica, costeggiando il lungomare. La strada comincia subito a salire e in un paio di chilometri raggiunge Gabicce Monte, piccola località a circa 150 metri s.l.m.


Qui sorgeva un castello, le cui prime notizie risalgono alla bolla papale del 1998 di Gregorio V, che fu teatro di sanguinose dispute, ma di cui ormai non rimane quasi nulla. Un piccolo patrimonio dell'antichità, invece, unico testimone della fortezza giunta fino ai nostri giorni, è la Chiesa di Sant' Ermete, a cui è attribuita la stessa età del castello.
I primi segni della sua esistenza si rintracciano in un documento datato 3 settembre 1909, conservato dall'Arcivescovado di Ravenna.


Gabicce Monte è oggi una piccola cittadina a picco sul mare, con un bel panorama sulla costa Adriatica, che viene presa d'assalto dai turisti nei mesi estivi, ed è anche la porta d'accesso al Parco Naturale del San Bartolo. L'area naturale si estende fino a Pesaro e presenta diverse emergenze naturalistiche, quali le falesie di arenaria, tufo e marna che scendono a picco sul mare, e numerose specie vegetali come cerro, acero campestre, alloro, ginestre, pino marittimo. Importante anche la presenza di fauna: mammiferi come capriolo, volpe, donnola, tasso e uccelli come falco pellegrino, falco pecchiaiolo e di palude, cormorano e svasso maggiore.
La strada panoramica attraversa l'intera area del Parco.


Passata Gabicce Monte, il percorso scende fino a una deviazione a sinistra che permette di raggiungere il Porto turistico della Vallugola.
La piccola baia, caratterizzata da un porticciolo turistico, da una spiaggia di ciottoli e da un paio di ristoranti, è una meta da non perdere per chi vuole vivere una vera atmosfera marittima.
Da evitare la visita nel mese di agosto, perché viene presa d'assalto da centinaia di turisti. Tornati sulla strada principale, si svolta a sinistra, direzione Casteldimezzo, e si riprende la strada panoramica. Il paesaggio è piacevole, caratterizzato da un ricca vegetazione: bella l'immagine delle ginestre fiorite nei mesi estivi.
Raggiunto Casteldimezzo, si consiglia una breve sosta per visitare il piccolo borgo che domina il mare Adriatico.


Qui si conserva parte delle mura, una volta intervallate da numerosi torrioni, mentre la rocca è oggi scomparsa. Interessante è la Chiesa intitolata ai santi ravennati Apollinare e Cristoforo, che custodisce un Crocifisso del XV secolo, opera di Jacobello del Fiore, detto il "crocefisso venuto dal mare". La leggenda popolare vuole, infatti, che questa opera sia giunta sulle coste tra Casteldimezzo e Fiorenzuola in una cassa di legno trasportata dal mare. Proseguendo sulla panoramica si giunge in pochi chilometri ad un altro interessante borgo, quello di Fiorenzuola di Focara.

Il paese, denominato originariamente Fiorenzuola, assunse nel 1889 la specificazione di Focara, probabilmente per la presenza nell'antichità di fuochi che segnalavano ai naviganti la posizione. Fiorenzuola è uno dei castelli, insieme a Casteldimezzo, Gradara e Granarola, edificati tra il X ed il XIII secolo, per costituire un sistema difensivo per il controllo dell'area di confine tra Chiesa ravennate e Chiesa pesarese. Poche le testimonianze rimaste di questa antica storia: qualche portale e i resti delle mura medievali. Da segnalare inoltre la Chiesa di Sant'Andrea. Tra punti panoramici e continui saliscendi, la strada continua a costeggiare il Mare Adriatico.

 
     

     
 

Riserva naturale Parco S. Bartolo
Uscendo dalla provincia Romagnola da Cattolica e oltrepassando Gabicce, si raggiunge il Parco Naturale San Bartolo, un area compresa fra i fiumi Foglia e Tavollo caratterizzata da un pittoresco tratto di costa alta a falesia viva, molto rara sul versante Adriatico.

 
 

 
     
 

Dalla cima del Colle San Bartolo a 201 metri sul livello del mare, si gode della suggestiva vista di una vasta porzione di litorale. Alla base del piccolo promontorio corre una stretta fascia di spiaggia ciottolosa, formata dai detriti caduti dalla parete rocciosa alle sue spalle.

 
     
 

 
     
 

Le bellissime striature della falesia, particolarmente evidenti dalla spiaggia quando il sole batte sulla roccia, sono i segni di un processo di sedimentazione avvenuto milioni di anni fa, argille cineree e marne bituminose nerastre sono sovrastate da stratificazioni brillanti di cristalli gessosi, seguono marne argillose color beige ricchissime di fossili, e ancora argille e arenarie grigie.

 
     
 

 
     
 

Dall'altro lato del promontorio la discesa si fa più dolce, il paesaggio rurale che degrada lentamente verso la Statale Adriatica si compone di campi coltivati, vigne, oliveti, filari di alberi e siepi. Sul versante marino invece è da rilevare la presenza del rarissimoLino marittimo, e della curiosa Carota delle scogliere. Fittissime fioriture di ginestre odorose regalano un suggestivo spettacolo durante i mesi primaverili.

 
     
 

 
     
 

Gli animali che vivono nell'area protetta del parco sono principalmente caprioli, tassi, istrici, donnole, lepri e volpi, che a volte scendono fino alla spiaggia in cerca di cibo. Molti rapaci costruiscono i loro nidi nelle piccole emergenze della parete a picco sul mare, fra questi il raro falco pellegrino è stato avvistato di recente. Altre interessanti presenze durante la stagione della migrazione sono gru e cicogne bianche e nere.

 
 

Nel territorio del Parco San Bartolo sono stati tracciati cinque diversi sentieri che permettono di raggiungere a piedi i luoghi più suggestivi del parco, dove godere di fantastici scorci sul mare, passeggiando fra le diverse tipologie di specie arboree e arbustive segnalate con cartellini didattici, sostando ai tavoli ombreggiati per un pic nic in mezzo al verde, o raggiungendo a piedi le più interessanti architetture storiche disseminate in alcuni piccoli nuclei formatisi nei secoli passati.

 
 

Siamo nel cuore del Parco San Bartolo, dove sorge la Villa Imperiale, complesso architettonico costruito nel 1400. Una deviazione sulla destra consente di raggiungere in poco tempo la grande casa che buca la fitta boscaglia. Si prosegue lungo la strada principale e, dopo una serie di curve, comincia la discesa verso il porto di Pesaro.

 
 

Da qui si segue l'indicazione della S.S. Adriatica dove si svolta a destra in direzione di Rimini. Lungo la statale 16 si incontra Colombarone, conosciuta per i ritrovamenti archeologici che hanno portato alla luce una villa signorile e una basilica. Il luogo, lungo la via Flaminia a 50 miglia da Ravenna, doveva aver rivestito un'importante funzione nel III e IV secolo d.C.

 
 

Dopo pochi chilometri l'itinerario svolta a sinistra verso Gradara. Il castello, ristrutturato e ben conservato, rappresenta uno dei borghi più belli d'Italia. Il modo migliore per visitarlo è passeggiare lungo le vie che portano al castello, dove si trovano negozi, ristoranti, musei e gallerie d'arte. È possibile visitare la Rocca, il cuore del castello e prenotare percorsi guidati. Da ricordare la vicenda di Paolo e Francesca, a metà tra storia e leggenda, raccontata da Dante, Petrarca, Boccaccio e D'Annunzio. Interessante anche il percorso che corre lungo il camminatoio della cinta muraria del castello.

 
 

Da Gradara si riparte in direzione Cattolica. La strada scende rapida e in pochi chilometri raggiunge l'autostrada A14; oltrepassandola con un cavalcavia ed entrando nell'abitato di Cattolica, si raggiunge il punto finale di questo percorso.

 
     
     
  Per informazioni:  
     
  Viale Varsavia - 61100 Pesaro
Tel: 0721400858
Fax:0721408520

parcosanbartolo@provincia.ps.it

www.parcosanbartolo.it

 
     
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